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sabato 27 aprile 2013

La primavera italiana


Anni fa, in gita nelle terre di Tunisia, vidi infinite volte la foto di cui sopra. Appiccicata sui muri,  incombente si ergeva su grandi cartelloni, o nei locali pubblici; talvolta, sogguardando nelle finestre, la notai anche nelle abitazioni.
Ebbene, per chi non lo sapesse, si tratta del deposto Ben Ali, ex "presidente" della Tunisia.
Ho già avuto modo di esprimere la mia ritrosia, nell'affrontare temi reali; non è inconsapevolezza o agnosticismo. Semplicemente fatico a svolgere i miei pensieri senza l'uso dell'ironia e delle iperboli.
Oggi, però, ci provo, poiché vorrei spendere due parole intorno ai nostri poveri precari. 
Ben Ali, lo vidi quasi sempre intento in quel gesto, con le mani. Posto che lo comprendo: quando si è i soggetti unici d'un ritratto, le mani, (che non possono stringerne altre, oppure abbracciare) non si sa mai dove collocarle e, teniamone conto, in tasca o dietro la schiena, non s'ha da fare; non è educato.
Ciò detto, il gesto di Ben Ali può essere letto inforcando le lenti più disparate: unione, fratellanza, forza, forse anche rivoluzione, termine che - nella puerile retorica dei despoti - fa a gara con Dio, per il primo posto fra i nobili valori ispiratori.
La realtà era tutt'altra: si stava fregando le mani. Si, era così evidente il suo gesto; era incline alla sincerità Ben Ali, si sfregava i palmi, proseguendo sul dorso della mano opposta, per poi tornare reciprocamente ai palmi, nel gesto circolare dell'infreddolito (fatto bizzarro in Tunisia), o nel moto di apprezzamento e pre-gustazione d'un lauto e perpetuo pasto luculliano. 
Sottolineo che, in natura, solo la mosca esegue un gesto simile, circolare, quando pare pulirsi il "viso". Ora che la scienza ha attentato alla poesia di Luciano Di Samosata, farei notare prosaicamente che la mosca, prima del tiranno, vive in perenne banchettare.
Ebbene, appurato che Ben Ali stava assaporando il suo banchetto sine die (se qualcuno volesse obiettare, faccia pure), vorrei far notare che la primavera araba se l'è portato via; probabilmente il suo sconfinato amore per il popolo non venne apprezzato. Prestando un poco d'attenzione si noterà che a tutti i politici del mondo, talvolta sfugge incautamente questo gesto; persino ai nostri. Per svuotare di senso le mie osservazioni, si dovrebbe prima demolire la filosofia platonica, dimostrando che "ingaggiando" la forza di un'idea, non se ne trascini - con essa - l'influsso di altre collegate e che i poteri non dialoghino sempre fra pari. Liberi di tentare l'impresa immane; a me parrebbe impossibile. 
Ora, i nostri precari. Due appunti per un'italiota e futura primavera: dove finiscono i contributi versati dai precari, assodato che non tornano a loro? Due: il precario che non ha un contratto, perde gli eventuali rimborsi derivanti dalla dichiarazione dei redditi. Niente assegno circolare, niente contanti... nulla. Denari fagocitati dalla macchina statale; forse, nell'ipotesi più sopportabile, si sommano all'entropia universale.
Ebbene, cadendo nella dialettica più bassa, cari nostri governanti, forse è giunto il giorno di mostrare bene le mani. Sempre. 
Che paese c'immaginiamo, derubando i giovani?
Certo, si potrebbe rispondere che "le commissioni insediatesi, nell'approntare il regolamento per cui l'istituzione di apposito fondo gestito dalla Cassa e che bla bla bla bla bla bla...",  per poi culminare nell'apocalittica e contorta descrizione d'una morte prematura di governo e commissione, oppure chiarire che la risicata maggioranza ha pagato il vile tradimento d'una frangia cattolica e/o che "servirebbero allora X milioni di euro, forse reperibili con un aumento dell'uno per cento del"...
La verità, raramente, è sensibile. Come questa descritta. La nostra società deruba e affama i giovani. 
Fate qualcosa e fatelo subito. E' compito di chi viene eletto.

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venerdì 16 marzo 2012

La vita agra del figlio del dittatore



foto del 2010 (Ansa/Epa/Miguel Toran)

Temo sia dura essere il figlio del dittatore.
Il padre leggermente dispotico, la madre della consistenza della mozzarella, oppure sanguinaria (caratteristica acquisita minimo da un rampollo, per ereditarietà), quindi almeno due fratelli assassini (coi quali e fra i quali si gareggia, chi per apparenza, chi per appartenenza, per salire al trono)  e magari una sorella esule in un paese assurto per contrasto a modello di democrazia (?); cioé: cose mai viste, in una normale e noiosa famiglia.
Non parliamo dei moderni figli dei moderni dittatori: Giuseppone Stalin non disponeva, che so, di webcam.
Il moderno figlio del moderno dittatore, oppresso anche dalla tecnologia, non potrebbe, per esempio, farsi una sana pippa in doccia, la mattina; no! E' da mammole. La micro webcam lo filmerebbe, il padre lo spedirebbe in rieducazione.
Io immagino: Il moderno figlio del moderno dittatore vorrebbe andare a coglier fiori, con un bel cestone di vimini, in mezzo alle farfalle, per poi (e' sempre un'ipotesi, eh!) farsi coglier, ma da dietro, all'improvviso, chinandosi, dal un brutto ceffo, sporco di grasso e fuliggine, magari controrivoluzionario.
E... nulla, quando l'agreste quadro è quasi composto... Zac!
Il padre del moderno figlio del moderno dittatore, sempre più provato (tiranneggiare stanca), schianta in un giorno infausto di un tristo dicembre: "Il cuore d'acciaio del piccolo gran timoniere, prode condottiero e infinite altre puttanate, s'è arreso all'ultimo scontro e infinite altre puttanate... I programmi vengono ora sospesi a lutto, riprenderanno dopo i solenni funerali col programma "Cucina della rivoluzione", dal titolo "come cucinare un ottimo ragout di cane in caso di attacco atomico...""...
...E così, mentre la neve imbianca le vette, mentre l'esule sorella s'ubriaca di champagne, mentre la madre prova allo specchio il dolor di stato, mentre i fratelli di rodono dall'invidia, ecco: tocca a lui.
E' tutto tuo, figlio della rivoluzione e bla bla bla... Fanne buon abuso.

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sabato 10 settembre 2011

Trota


Pochi giorni fa era il compleanno del Trota, ma non lo sapevo.
Siccome dovrei vivere in Padania (così dice lui, quando traduce i borbottii del padre), allora temo ritorsioni; se le ronde padane lo venissero a sapere, verrebbero a prendermi a casa, allora scoprirebbero anche che mio padre pesca le trote tutte le domeniche. Ne porta a casa a decine, tanto che mia madre arriva al punto di cucinarle nel riso e come polpette, giusto per variare il gusto, ormai nauseante per me. Mio padre, non ne parliamo. Non le mangerebbe neppure fatte in frappé.
Insomma: tutte le varietà di trota (il Trota compreso) sono per me degli enti incompiuti. La trota (quella che guizza, con le branchie) è un pesce, ma non uno di quelli per cui perdo la testa... si... lo mangio, ma ne farei anche a meno. Il Trota è uguale. E' un essere umano; c'è, esiste, lo sento    dire strafalcioni, ne leggo i pensieri desolanti. In quanto essere umano me lo sorbisco, ma ne farei a meno. Spero che mia madre ne faccia polpette, potrei così digerirlo ed evacuarlo, il Trota.

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giovedì 16 giugno 2011

Game Over


Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l’“andate al mare” di Craxi modello ‘91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera.



Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2011

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venerdì 1 aprile 2011

Scili-poti-poti!



Sorvolando, ora, per non uscire dal tema, sulle evidenze scientifiche e sulle battaglie filosofiche intorno all'omeopatia, vorrei premettere che io sostengo ed utilizzo principalmente questa forma di medicina; sono naturopata.
Ciò premesso, il punto è che, quando questo Scilipoti, per i cui andirivieni fra un partito e l'altro, dettati unicamente dalla sua convenienza personale, venne insultato e deriso da mezzo parlamento e mezza Italia, ebbene quando Scilipoti rilasciò a sua difesa interviste, ricordando di essere omeopata e di aver portato avanti battaglie parlamentari per l'omeopatia e per le terapie alternative, quando poi, ora, lo vedo correre, tutto piccoletto e pelato, di quel buffo che rasenta l'insignificanza, correndo per poter votare, come fosse un uomo tutto d'un pezzo e come se ponesse la verità al di sopra di ogni umana paura ed esigenza, come se - in quel momento - contasse più il suo voto che la resistenza delle colonne portanti dell'universo di materia... E beh...
...Quando lo vedo mi sorge il dubbio che l'omeopatia non possa essere che una bufala, anzi, una gran cagata.

domenica 19 dicembre 2010

La sacra famiglia


"Se l'uomo è formato dalle circostanze, 
è necessario formare le circostanze umanamente."

K. Marx e F. Engels, La sacra famiglia


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venerdì 5 novembre 2010

Ora che lo schifo è evidente...


Da sempre mi domando con quale coraggio parte dell'ambiente cattolico e pseudotale abbia, di fatto, elevato il Cavaliere a modello sociale e morale. Avendo anche frequentato ambienti ultracattolici (non perché ne condivida le idee, ma per comuni amicizie) ricodo bene la fatica di questi personaggi orridi nell'arrampicarsi sui vetri; tra uno sputo a Darwin ed un altro verso Napolitano, eleggevano il Cavaliere a supremo difensore della famiglia e della cultura cattolica, cercando (ovviamente senza successo) di persuadermi delle loro idee perniciose.
Io mi domandavo come si potesse essere così accecati da non vedere la profondissima e genetica immoralità del soggetto; ovviamente sapevo che si trattava solo di un atteggiamento di facciata, quello dei miei interlocutori, un goffo tentativo di giustificare il voto ad un furfante, che però rappresentava in modo vincente la loro idea di società. Aggiungo alla lista quei miserrimi della chiesa che "consigliano" un voto antiabortista, sempre e comunque, sorvolando sulle altre zozzerie che questo voto incapsula pericolosamente.
Quindi, concludendo, ora che il Cavaliere è affetto da una sorta di colera morale, per cui l'immoralità liquefatta sgorga da tutti gli orifizi e non è più trascurabile perché sulle prima pagine di tutti i gionali, ora che il governo non esiste, non lavora, perché si è troppo impegnati a difendere il santo Cavaliere, ora che persino dei suoi fidi scagnozzi della carta stampata non possono negare qualche "errorino", ora che il forum delle famiglie si dice in imbarazzo, ora che degli alti prelati tuonano contro Silvio... ecco... ora...
Ora che, grazie alla vostra propaganda ipocrita ed egoista, alla vostra mistificazione della realtà, ora che avete dato un contributo importante alla spinta che ci ha condotti nelle fogne, ecco, ora vi dico che siete soltanto una cancrena sociale. Da sempre lo siete, che sia chiaro.

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venerdì 17 settembre 2010

Generatore di poesie Bondiane


E' toccante come il Ministro Bondi debba (DEBBA) ricordarci di essere la "guida" culturale dell'italiche genti.
Toccante. Forse pensando a Bondi non salta in testa la cultura? Io ringrazio il Dio competente del caso, perché ci ha donato Bondi. Voi non capite. No.
Ordunque, il Ministro ci rammenta il suo umile ruolo minacciando di cacciare il naso nella giuria del festival del cinema di Venezia.
Se qualcuno, per caso, avesse dubbi sulla preparazione artistica del Ministro, consiglio di cliccare qui e generare qualche poesiuola nel suo invidiabile stile.
Si, perché la poetica del Ministro può essere imitata solo da un potente microprocessore. Nessun umano può tanto.
Ringrazio sempre il relativo Dio competente (in questo caso intendo quello della creatività informatica); come potremmo vivere dignitosamente senza queste entità tutelari? Bah...

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mercoledì 15 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

C'èsare

Mi capita sempre quando sono triste (ma triste sul serio, non un pochetto malinconico) che, per prima cosa, incappo in un libro di Pavese in offerta stracciatissima, allora lo compro e lo rileggo, perché già l'ho letto ma non resisto. Per esempio pochi giorni fa, all'edicola della stazione FS di Sesto San Giovanni, c'era "Prima che il gallo canti" a 1 €! Giuro, 1 €!
Allora, quando sono triste, quindi, mi rileggo Pavese e la lettura mi devasta l'anima ancora di più, con 'sto ronzio del silenzio e le lampade all'acetilene e le grotte cigliate di capelvenere e le labbra spumose delle onde del mare e così via...
Allora poi entro in una seconda fase, durante la quale mi guardo intorno e soppeso la mia inutilità contingente, perché mi ritrovo a devastarmi l'anima (già cariata), leggendo Pavese e la sua ineluttabile umana solitudine, consapevole che mi stia facendo del male, mentre fuori di me accadono fatti importanti, tipo i segnali di questi ultimi tempi intorno ad una (dico io) meritata e lenta agonia del governo.
Questo fatto mi disturba un po', perché non vorrei mai che qualcuno più devastato di me collegasse la mia tristezza alla fine dell'era Berlusconi, che, sia chiaro, al contrario mi rallegra e ridesta in me la speranza. E' uno di quegli eventi per cui potrò dire con orgoglio: "Io c'ero...".

martedì 10 agosto 2010

Superficialità

Tempo fa un conoscente mi disse che nell'ultima puntata di Lost sarebbero tutti morti e che, inoltre, avrei potuto trovare la puntata in questione già su Youtube (essendo passata prima per canali satellitari e variamente digitalizzati).
Ebbene, ieri sera ho visto questa puntata su RAI2 e... Insomma, no... Non è che muoiano tutti, la faccenda è più complessa, molto più complessa, maledizione!
Questo fatto mi fa incazzare, perché se la melma in cui sguazziamo ha raggiunto ormai le ascelle, parte della colpa è da attribuire a questo atteggiamento superficiale, nella migliore delle ipotesi qualunquista.
Infatti, quando si parla delle vicende giudiziarie del nostro premier, spesso si sentono commenti del tipo "Eh, l'hanno preso di mira..." o "Eh beh, ce l'hanno con lui...". Potrei fare anche altri esempi, tipo: "Non uso l'omeopatia, perchè dicono che non funziona...", e così via... "Dicono" chi? Chi dice e in base a cosa? No, per Dio! Questa interpretazione della libera opinione è un male incurabile. I fatti hanno sempre ben altro grado di complessità.
Eccheccazzo, no. Le cose non funzionano così, per Dio!

venerdì 30 luglio 2010

Quello che non si può dire...

A parte le solite considerazioni (corrette), per cui l'opposizione non esiste, e quelle insensate (secondo me), per cui Fini fa tutto questo per potere (...analisi veramente puerile. Per cosa si dovrebbe battere un politico? Altra faccenda è poi come utilizza il potere...), meno male che c'è Fini  e queste sue dichiarazioni mi hanno strappato un sorriso:
Fini dichiara che Berlusconi è illiberale. Il punto è che non può utilizzare il termine "fascista". Spassoso ne è il motivo: Fini lo (è) era, quindi per lui non può avere accezione negativa e inoltre molti suoi elettori lo scaricherebbero. Per Berlusconi, siccome è fascista e intanto si fa fotografare con la vedova Almirante, non sarebbe certo un'offesa ricevere tale attestazione verbale...

P.S.: notare anche il sorriso da bulldog francese di Minzolini (ma quando se lo porta via la peste?)

domenica 4 aprile 2010

In galera i sottacéti



Lo scandalo, sui vocabolari, è definito:
"azione o discorso contrario alla morale e alla decenza, che susciti in altri un turbamento della coscienza e sia di cattivo esempio", oppure "evento o incidente che provochi vivace reazione nell'opinione pubblica".
Quindi il casino dei preti pedofili è definito uno scandalo. Sui giornali viene usato quel termine, alla TV anche, fra le persone pure.
Il piccolo problema è che si tratta di un reato, che POI suscita scandalo. Quindi se si tratta di un reato (non è una mia opinione), incorre in uno o più altri reati chi ha sottaciuto questa grave situazione.
Quindi in galera il Papa e tutti gli altri suoi amici sottacéti.

domenica 14 marzo 2010

Ti sono mai venuti a cercare?

Anni fa l'allora mia fidanzata, molto pragmaticamente, mi disse: "Andiamo alla birreria xxxxxxxxx, che cercano una ragazza per la sera!", e io la portai.
Il punto è che lei, studente, aveva bisogno di due soldini e una sua conoscente (che lavorava alla birreria xxxxxxxxx) era agli arresti domiciliari, accusata d'aver fatto da basista per una rapina in un locale dove lavorava tempo prima, rapina durante la quale ci era scappato anche il morto. 
Quindi: la mia fidanzata andò a lavorare al suo posto (eh eh...) e lei ora sconta la pena (penso...).
Poi, parlando dell'accaduto con un amico di mio padre, lui, altrettanto pragmatico - forse perché non era uno stinco di santo - mi disse: "Carletto, ma a te ti sono mai venuti a cercare? Se sono andati a cercarla è perché qualcosa ha fatto.".
E' che io esprimevo dei dubbi sul ruolo della tapina, che conoscevo di vista e non mi pareva così delinquente...
Cioè, quello che non capisco degli italiani è che - alla luce di certe notizie - si pensi sempre ad un complotto ai danni di persone integerrime.
Ora, al di là dei gusti politici, è semplicemente da coglioni considerare moralmente retti certi personaggi, perché la storia recente dimostra il contrario, cioè: "Italiani, ma a voi vi sono mai venuti a cercare?".
Io non posso essere di destra, proprio fisicamentente non posso, come diceva Gaber, ma una cosa è considerare onesto un Fini, ben altra cosa è considerare un angioletto Berlusconi.
Se per certe persone le sue manovre mirate a scardinare le attuali regole istituzionali sono una manna innovativa, allora mi si deve spiegare perché nessuno deve criticare queste perle di acume politico.
E se Santoro e Travaglio, la Dandini e Vergassola, Floris e che so io, sono a vari gradi pendenti verso sinistra, perché non si può onestamente disprezzare un Minzolini, un Fede, un diafano Vinci e così via?
E se qualcuno mi accusa di mischiare TV di stato e TV privata, allora m'incazzo perché - di fatto - la gente guarda la TV e non c'è una stratificazione sociale che prevede un'emittente obbligatoria per una certa tipologia di persone ("Classe" non si può dire)... 
Mia madre guarda sia la RAI che Mediaset, come tutti, e come tutti viene bombardata da informazioni ben precise: Santoro è un comunista di merda, un disonesto e punto. Come se Fede fosse un grande intellettuale e Minzolini un professionista dall'etica inattaccabile.
Insomma, quello che non sopporto più degli italiani è il rincoglionimento devastante: le idee politiche sono una cosa, il valore delle persone un'altra. 
Quello che mi conforta è che il vento cambia sempre direzione, e cambierà ancora...



giovedì 4 marzo 2010

Politici assolutamente buffoni

Non ho mai amato i politici, di qualsiasi colore essi siano. Il successo in politica si basa sulla capacità di persuadere e quindi, spesso, di variare le sfumature della realtà di quel tanto che basta per farla apparire diversa.
In altre parole, brutalmente, due politici possono descrivere come tavolo da giardino o da salotto, un tavolo da lavoro. Certo, ci servono. Io per primo li voto, ma non mi piacciono.

Comunque... questo è il testo che copio pari pari dal sito del "Club della libertà":

"Care Amiche, cari amici, Il sondaggio sulla presentazione delle liste del Popolo della Libertà proprio per l'assoluta trasparenza con cui lavoriamo sul sito, senza alcun filtro di moderazione, è nuovamente diventato facile preda di chi non aspetta altro per esternare il suo livore.
E’ di tutta evidenza che una consultazione nata per i nostri simpatizzanti difficilmente riuscirebbe a generare risultati così polarizzati (98% di contrari alla presentazione delle liste PDL) senza manomissioni. Accanimenti di persone evidentemente non della nostra parte politica, rischiano di creare danni ben più gravi al nostro sito.
per questo motivo abbiamo dovuto sospendere la pubblicazione del sondaggio. Era già successo con il SI B Day ed è successo nuovamente oggi.
Del resto questo è il concetto di libertà dei nostri avversari politici."

Il punto è che oggi pomeriggio la situazione era questa:

Nel pomeriggio (purtroppo non ho salvato la pagina) la chiusura del sondaggio è stata variata: alle 24.00 del 4 marzo (oggi...). Poi, una volta raccolte le reti, il tutto è stato chiuso.
Quindi l'altro punto, ancora più tragico, è che si tratta chiaramente di un volgare tranello. Permettono a tutti (non soltanto agli iscritti) di votare e commentare, per poi strumentalizzare il risultato. E tutti ci cascano. Ormai la ragione si è dissolta. Diogene avrebbe di che vagare...