venerdì 17 settembre 2010

Generatore di poesie Bondiane


E' toccante come il Ministro Bondi debba (DEBBA) ricordarci di essere la "guida" culturale dell'italiche genti.
Toccante. Forse pensando a Bondi non salta in testa la cultura? Io ringrazio il Dio competente del caso, perché ci ha donato Bondi. Voi non capite. No.
Ordunque, il Ministro ci rammenta il suo umile ruolo minacciando di cacciare il naso nella giuria del festival del cinema di Venezia.
Se qualcuno, per caso, avesse dubbi sulla preparazione artistica del Ministro, consiglio di cliccare qui e generare qualche poesiuola nel suo invidiabile stile.
Si, perché la poetica del Ministro può essere imitata solo da un potente microprocessore. Nessun umano può tanto.
Ringrazio sempre il relativo Dio competente (in questo caso intendo quello della creatività informatica); come potremmo vivere dignitosamente senza queste entità tutelari? Bah...

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mercoledì 15 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

C'èsare

Mi capita sempre quando sono triste (ma triste sul serio, non un pochetto malinconico) che, per prima cosa, incappo in un libro di Pavese in offerta stracciatissima, allora lo compro e lo rileggo, perché già l'ho letto ma non resisto. Per esempio pochi giorni fa, all'edicola della stazione FS di Sesto San Giovanni, c'era "Prima che il gallo canti" a 1 €! Giuro, 1 €!
Allora, quando sono triste, quindi, mi rileggo Pavese e la lettura mi devasta l'anima ancora di più, con 'sto ronzio del silenzio e le lampade all'acetilene e le grotte cigliate di capelvenere e le labbra spumose delle onde del mare e così via...
Allora poi entro in una seconda fase, durante la quale mi guardo intorno e soppeso la mia inutilità contingente, perché mi ritrovo a devastarmi l'anima (già cariata), leggendo Pavese e la sua ineluttabile umana solitudine, consapevole che mi stia facendo del male, mentre fuori di me accadono fatti importanti, tipo i segnali di questi ultimi tempi intorno ad una (dico io) meritata e lenta agonia del governo.
Questo fatto mi disturba un po', perché non vorrei mai che qualcuno più devastato di me collegasse la mia tristezza alla fine dell'era Berlusconi, che, sia chiaro, al contrario mi rallegra e ridesta in me la speranza. E' uno di quegli eventi per cui potrò dire con orgoglio: "Io c'ero...".

giovedì 19 agosto 2010

Le dolci correnti della banalità

La musica di Venditti (salvo il periodo culo e camicia con San Francesco De Gregori e pochi altri brani "giovanili") non mi è mai piaciuta. La trovo retorica, sempliciotta e soprattutto ben studiata, mirata. Mirata alla vendita.
A prescindere dai miei gusti musicali, leggo questo articolo del Corriere di oggi, nel quale Venditti afferma di aver vissuto incontri molto ravvicinati con UFO, ma ancor più inquietanti sono gli episodi del "sole gemello" ed un altro: "Eravamo in un bosco e cercavamo una villa bellissima che sapevamo essere vicina all'albergo. Ma non c'era verso di trovare la strada: fummo colti da una sensazione di disorientamento. "Eravamo lì, a girare senza costrutto: non se ne veniva a capo. La strada, mentre la percorrevi, si "formava" di nuovo: prigionieri di un labirinto e del tempo".
Ebbene, questi avvenimenti non mi stupiscono più di tanto; mi sgomenta però il fatto che una persona, pur vivendo simili esperienze, avendo apparentemente un atteggiamento aperto e curioso, senza bollare certe esperienze (dirette) come semplici black out della mente, abbandoni la sua opera alle dolci correnti della banalità.

martedì 10 agosto 2010

Superficialità

Tempo fa un conoscente mi disse che nell'ultima puntata di Lost sarebbero tutti morti e che, inoltre, avrei potuto trovare la puntata in questione già su Youtube (essendo passata prima per canali satellitari e variamente digitalizzati).
Ebbene, ieri sera ho visto questa puntata su RAI2 e... Insomma, no... Non è che muoiano tutti, la faccenda è più complessa, molto più complessa, maledizione!
Questo fatto mi fa incazzare, perché se la melma in cui sguazziamo ha raggiunto ormai le ascelle, parte della colpa è da attribuire a questo atteggiamento superficiale, nella migliore delle ipotesi qualunquista.
Infatti, quando si parla delle vicende giudiziarie del nostro premier, spesso si sentono commenti del tipo "Eh, l'hanno preso di mira..." o "Eh beh, ce l'hanno con lui...". Potrei fare anche altri esempi, tipo: "Non uso l'omeopatia, perchè dicono che non funziona...", e così via... "Dicono" chi? Chi dice e in base a cosa? No, per Dio! Questa interpretazione della libera opinione è un male incurabile. I fatti hanno sempre ben altro grado di complessità.
Eccheccazzo, no. Le cose non funzionano così, per Dio!

venerdì 6 agosto 2010

Ontologia del tuttologo

Io non sono uno psicologo, però questa mattina pensavo ad un tuttologo che conosco. Tempo fa un giardiniere decorò il giardino di un'Associazione di cui faccio parte, in occasione dell'Assemblea dei Soci. Mise anche dei vasi di terracotta colmi di frutti somiglianti a quello della foto. Io li guardai incuriosito tutto il giorno, poi mi decisi: frutto in mano, interruppi la piena di parole del tuttologo del gruppo, chiedendo lumi. Egli si voltò e guardò il frutto per una frazione di secondo, sentenziando: è un cedrolimone maschio malassortito!
...Così, come se fosse un avido consumatore di cedrolimoni maschi e malassortiti.
Allora andai con lo stesso frutto dal vero acculturato del gruppo, che mi disse: cedrolimoneche? .... Ma valà... è il frutto di una pianta autoctona, immangiabile, è della stessa famiglia dell'albero del pane, ma non ricordo il nome.
Quindi, questa mattina, dopo una scarna riflessione, ho compreso che il tuttologo in realtà sa poco e nulla, ma è tale la sua sicumera nel rispondere che regala una certezza nell'interlocutore; il tuttologo è un insicuro e quale sarà il suo fine ultimo? Non lo so... Ma è veramente dura, immagino, l'esistenza di chi deve fingere di sapere tutto.

mercoledì 4 agosto 2010

Accendino elettronico

Anni fa ridevo come un matto quando la Piera (tabaccaia) alla mia richiesta di un accendino, mi domandava "Vuoi questo qui, o uno elettronico?". Io mi trattenevo, le avrei risposto "mi dai quello chimico?", ma mi sono sempre contenuto.
Poi però, da solo, ma la ghignavo e la prendevo troppo per il culo. Da sempre mi chiedo come diavolo è possibile che questo accendino sia elettronico. Io sono un po' ignorante in elettronica (e non solo), e proprio non capisco.
Purtroppo, se digito "accendino elettronico" in Google, ne saltano fuori a miliardi. E allora?
E' veramente elettronico? Cioè, tecnicamente lo è? Qualcuno mi può spiegare?