domenica 28 giugno 2015

Il sorcio




Il sorcio mi scruta,
egli vede con perle corvine
dai frementi nistagmi
ed intanto, elettrico
e sordido, rode industrioso
ma puro, ch'egli mai
conobbe morale,
per dirmi che d'altri
la peste sprizzò:
colpa dei sifonatteri
e d'uomini sporchi
e che i rosicanti
s'adattano a poco;
nell'immondezza
vanno in gran pompa
e le zampe sovente ammollano,
nella Nigredo.

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martedì 9 giugno 2015

Neve





L’epiche nevicate,
soldati, allora, liberi
d’una milizia darwiniana,
imparziali seminarono stenti
e di fermare ordirono
Michelangelo alle cave,
sospesero a singhiozzo i mattatoi
sparsi sulle Dolomiti
e fecero portare a spalla
mio padre bambino,
ustionato dal pastone
per maiali all’ospedale.

Oggi in riserve acconce,
relegate al pari delle fiere
e delle tribù indomabili,
che tirano con l'arco
anche agli elicotteri,
scacciano la noia
burlandosi del mugo,
che poi si rizza e squarcia  
la coltre al primo sole,
oppure travolgendo
gli sparuti loro innamorati,
austère osservano i soccorsi,
richiamate dal silenzio
frammentato dai cani.

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domenica 31 maggio 2015

Tre poesie sui passeri





I

Inermi e macabri
i passerotti implumi;
glabri e disperati,
oscillano becchi
spalancati e protesi,
nel nido germogliati,
ingollano larve,
come loro piccini,
o chissacché bestia minuta, 
catafratta e cornuta, 
e lombrichi distratti.


II

Appresso l'acquata,
colti a trafficar nella pozza, 
nemmanco indugiano 
sul mio sguardo mite 
e conosciuto, ch'esplodono 
in volo e vanno dispersi,
per comparir nel fango, 
di botto ed ancora:
quattro promiscui amoreggiano, 
due tutti presi a becchettare,
a turno si scrollano 
di dosso l'acqua sozza.


III

Eccolo posato e stecchito,
sul ramo sogguarda 
lontano e sapiente
l'occhio velato,
meditabondo
e tutto arruffato,
non sfugge 
dinnanzi alla mano,
lieve la brezza 
la smania del volo
ha sospinto lontano.


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venerdì 29 maggio 2015

Atropo




Ciarlano le Moire,
di sgarbi e tradimenti,
di stupri e di turgori
e dei goffi ruzzoloni
di centauri morenti,
ché tessendo monta
l'uggia e chi soppesa
il tempo, già l'inganna
con ardente cicalare,
sì che Atropo annoiata
s'ha da circuire,
per averlo ben rotondo
il pennacchio e poi pregare
che l'impingui di straforo.

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domenica 12 aprile 2015

Pioppi



 Fyodor Alexandrovich Vasilyev - Lombardia Pioppi sulla riva di un lago. Sera

Lombardia Pioppi sulla riva di un lago. Sera
Fyodor Alexandrovich Vasilyev


Nei giorni del Leone
(della fame d’aria)
si boccheggia e si paca
il tramenare nel lago
e pure tutt’intorno.
Nell’ore roventi del riposo
promana la cava fiochi boati,
scrosci remoti di pietra,
poi langue il granito
e l’acqua ha un traballìo.
Dello strazio del pioppo
nessuno mai si cura,
trèmulo fino in bonaccia,
ci allerta di tragedie minori. 

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sabato 4 aprile 2015

Trafalgar



Sciabordarono i fiotti,
a cannonate soverchiammo
i muggiti del fasciame
dei velieri tentennanti
e gli spari degl’incerti
cecchini abbarbicati.
Sciabordò l’alcool nelle stive,
il rum l’Ammiraglio sballottò,
ucciso da un francese
malfermo sul ponte
e la morte sola vedemmo fissa,
fra lo sbattersi vano dei vivi
su di un mare tremolante.

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giovedì 26 marzo 2015

Oggetti



Gli ammennicoli caduchi
costruiti dall’uomo,
anche la sedia Brno
e la maestosa Bagan,
se abbandonati s’acquattano,
invincibili e cheti
come i giochi di latta,
desistono plastici
da ogni intenzione,
per divenire vestigi.

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