mercoledì 25 febbraio 2015

Idoli




Su per le dolci balze,
- lì cronache perdute
contano d’ignari,
omerici e riarsi
a vendemmiar sopra
la piramide sepolta -
affiorano incerti e radi
biancheggiando i gradini.
Al culmine nulla dei templi  
e gl’idoli che caddero primi,
fieri s’opposero al vento.

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2 commenti:

Luisa Raimondi ha detto...

Fieri si oppongono, certo. Oggi vale di più la poesia di Prevert "Il grande uomo",
"Da un sarto marmista
dove l’ho incontrato
si faceva prendere le misure
per la posterità"

Di idoli innocenti e ingenui, l'uomo non ne è più capace e, pur pagano quanto vuoi, non c'è quasi più traccia di quel misticismo, che invece dovrebbe appartenerci, perché il Mistero è tale e quale.

Ciao Carlo! (mi è piaciuta molto questa tua poesia)

Carlo ha detto...

Ciao Luisa, grazie!
Che onore leggerti qui!