venerdì 29 maggio 2015

Atropo




Ciarlano le Moire,
di sgarbi e tradimenti,
di stupri e di turgori
e dei goffi ruzzoloni
di centauri morenti,
ché tessendo monta
l'uggia e chi soppesa
il tempo, già l'inganna
con ardente cicalare,
sì che Atropo annoiata
s'ha da circuire,
per averlo ben rotondo
il pennacchio e poi pregare
che l'impingui di straforo.

Share

2 commenti:

Marco Bertoli ha detto...

Posto un commento perché voglio che questo blog resti vivo. Che tu sia uno dei miei poeti preferiti, per fortuna, te lo dico di persona.

Paolo nullo Pedone ha detto...

Ammaliarle, le Parche