giovedì 13 agosto 2015

La nona



L’annaspare agostano,
verso la nona,
è uno sbracciarsi
nel vacuo intorno,
per traversare
la piazza acciottolata,
vuotata dall’aria,
dalle carrozze e dai vivi,  
dove la fontana tace smòrza.
Ci si traduce,
perché il groppo gonfia,
sotto i freschi colonnati,
o verso il centro abbandonato
e si rifugge dai tigli,
a guardia dell’alveo
scheletrito del fiume.

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2 commenti:

Paolo nullo Pedone ha detto...

La liturgia del rincorrere soli ti prosciuga gli umori porti addosso

Carlo ha detto...

Già... devo decidermi a stare tappato in casa!